(26 Novembre 2007)
Amore è stare svegli tutta la notte con un bambino malato. O con un adulto molto in salute.
( David Frost )
Amore è stare svegli tutta la notte con un bambino molto in salute. o con un adulto malato.
( Io )
F. è la persona con la quale divido l'appartamento, gli amici, il tempo libero, il letto, la cucina e sopratutto il bagno. Insomma tutto e forse anche qualcosina di più.
Ma dire la mia ragazza, la mia convivente, la mia amante, la mia amica speciale, la mia sposa sarebbe sbagliato, probabilmente riduttivo.
Preferisco pensare che F. sia la mia compagna in un progetto di vita comune. E che io sia il suo compagno, si intende.
Chi ha avuto la fortuna di conoscere F. sa che è una forza della natura, una locomotrice diesel che nessuno riesce a fermare una volta partita; ferma e decisa ma diplomatica al punto giusto, un leader carismatico che ancora non ha, a mio avviso, la giusta consapevolezza delle proprie potenzialità; una persona che piace istintivamente a tutti e che si fa voler bene.
Lunedì, non ricordo di preciso in che momento della giornata, sento delle tipiche e familiari espressioni colorite.
Il fatto che siano tipiche, familiari, e che occorrano solo in certe precise situazioni, ha fatto istantaneamente aprire davanti ai miei occhi una finestra. In alto la domanda "Cosa succede ?", e in basso 4 alternative contrassegnate con lettere dell'alfabeto.
A - Dimenticato la pillola : Preoccupazione lieve, niente di grave. Per come è fatta, F. se ne accorge sempre entro le 24 ore.
B - Rotto le calze : Preoccupazione lieve, ne ha sicuramente un paio di scorta. E avranno sicuramente qualcosina di diverso che le piacerà di meno.
C - "No, niente" : Nessuna preoccupazione. Ci ha ripensato. Questo capita abbastanza spesso e mi provoca una certa frustrazione. Come "No, niente ?", ora sono curioso!
D - "Ho 37.5. Ho la feeeeeeeeeeeeebbbbbbre" : Panico. Il periodo è quello. I sintomi sono quelli. Panico di nuovo.
Mi è rimasto solo un aiuto. Il 50 e 50. Aiuto!. Rimangono accese C e D. Accendo la D, è la mia risposta definitiva e per questa volta avrei preferito non vincere.
Ok. Stiamo calmi. Capisco che non è il caso di agitarsi per una semplice e banale influenza.
Ma con F. niente è mai banale. Ed in realtà, nemmeno mai semplice.
E' incredibile come un così piccolo 'coso' che nemmeno si riesce a vedere ad occhio nudo, possa provocare tali mutamenti nel nostro organismo;
e ancora più incredibile è come possa provocare in F. sintomi come :
- Febbre 'altamente' oscillante tra 37.5 e 39.5.
Nel corso della giornata, si sa, le oscillazioni di temperatura sono normali. E probabilmente se anche tutti gli altri malati si misurassero la febbre ogni ora, avrebbero anch'essi le loro belle oscillazioni continue.
- Dolori e fitte che farebbero pensare a cose molto più gravi.
Fortunatamente il centro del dolore cambia ogni giorno. Ora, o i suoi organi stanno cedendo ad uno ad uno ( ed io sarei un poco in difficoltà non essendo Dr.House ) oppure è sempre 'semplicemente' l'influenza con i suoi tipici dolori articolari e muscolari
- Deliri e visioni
Questo fenomeno si presenta solo superati i 39°, ed ha i suoi aspetti interessanti. Perchè se è vero che è un delirio o una visione, esso trae sempre spunto da sensazioni e sentimenti interni. Un poco come quando F. è leggermente brilla. Ma in quel caso, purtroppo, tende ad addormentarsi.
- Strani dolori ghiandolari e cose simili
Ma sembra che spray anti-infiammatori ad uso locale con contenuto di alcool che brucia maledettamente sulle tonsille, faccia stare meglio. Non perchè l'influenza stia passando. Ma perchè se brucia così tanto, qualcosa deve fare.
- Intolleranza verso determinate persone ed in particolare verso il medico di base.
Di solito tendo a difedere F., ma abbiamo già detto che quando ha l'influenza, non è più lei.
E io, mio malgrado, sono costretto a prendere le parti del medico.
Perchè io me lo immagino. Il medico. Nel suo piccolo appartamento uso studio di due locali più servizi, con il suo ingresso anonimo ed asettico, con il suo studio con lettino standard, scrivania, libreria ( con i soliti testi universitari ) e armadietto dei medicinali, con la sua sala d'aspetto strapiena di gente che quando tu entri chiedi "chi è l'ultimo ?", così devi stare attento solo ad una persona.
E dove ogni visita incomincia a durare 30 minuti. Perchè già non è facile ascoltare una persona quando si viene interrotti ogni 20 secondi dal telefono che squilla, figuriamoci fare una diagnosi.
Perchè ovviamente nella sala d'aspetto non ci sono persone che sono già a letto con la febbre. Quelle telefonano. E siamo a Novembre. Fa freddo. L'influenza gira.
E ce lo vedo il medico, poverino, a cercare di far capire che è solo influenza. Non serve un ricovero. E nemmeno un intervento. E nemmeno una visita a casa. E che nessuno sta morendo.
E che puntualmente si becca, da parte di F., un sonoro epiteto a sottolinearne la presunta incapacità professionale; a telefono abbassato, si intende.
Inutile dire che tutte le sue previsioni saranno precise ed esatte, ma chissà perchè F. rimane sempre convinta della sua incapacità. Il perchè poi non lo voglia cambiare, se non gli piace così tanto, non è dato sapere.
Comunque la settimana è passata, siamo vivi e pronti per nuove mirabolanti avventure.
In realtà avrei da dire ancora qualche cosa, ma ho un delle faccende da sbrigare e per il momento scappo.